Caro studente

Caro studente,

prima che tu affronti lo studio delle lingue classiche, desideriamo che tu sappia alcune semplici cose.

Innanzitutto non dare ascolto a chi ti dirà che il latino e il greco sono lingue terribili, difficilissime e che non servono a niente, perché sono lingue morte. Niente di più sbagliato. Il latino e il greco sono lingue strutturate logicamente come la nostra. Tieni conto che la nostra lingua, l’italiano, che tu parli correntemente, deriva direttamente dal latino e ha moltissimi punti in comune con il greco, molti più di quanto non credi, e te lo dimostreremo. Sono lingue, quindi, tutt’altro che morte. Se navigherai un po’ su internet, troverai anche un notiziario scritto dai Nuntii Latini (finlandesi) in cui le notizie di attualità sono espresse in modo addirittura più chiaro che nei nostri quotidiani. Il latino è anche una lingua internazionale, per persone colte, non si discute: a noi, per esempio, scrivono in latino persone di nazionalità tedesca, brasiliana e persino giapponese. L’avresti mai detto? È evidente che ogni lingua ha le sue peculiarità: l’inglese, il francese, lo spagnolo hanno espressioni, costruzioni dei verbi, modi di dire che non sempre sono semplici da studiare, eppure si imparano senza troppe proteste. Il tedesco, poi, ha una struttura molto simile al latino, in quanto le parole si declinano e il verbo della proposizione principale si trova al fondo della frase, proprio come in latino. Non per niente i tedeschi sono sempre stati ottimi studiosi delle lingue classiche, molto più bravi di noi italiani.

Altra cosa importante da tenere a mente è questa: non occorre essere un genio per imparare le lingue classiche, basta una normalissima intelligenza e un po’ di amore per lo studio, come in tutte le cose.

Ciò che devi fare adesso, se vuoi affrontare queste lingue con tranquillità, è dare una bella ripassata alla struttura grammaticale della lingua italiana. Se conoscerai BENE la tua lingua (parlarla non significa necessariamente conoscerla) non avrai nessun problema!

Che cosa si intende per conoscere BENE la tua lingua? Significa saper coniugare un verbo all’indicativo, al congiuntivo, all’imperativo, al condizionale, all’infinito, al participio, al gerundio. Sei sicuro di conoscere bene il verbo? Se ti chiedono di coniugare al congiuntivo il verbo essere, lo sai senza nessuna esitazione?

Un piccolo esempio per una rinfrescata:

  • congiuntivo presente: che io sia
  • congiuntivo imperfetto: che io fossi
  • congiuntivo passato: che io sia stato
  • congiuntivo trapassato: che io fossi stato

Basterà imparare i corrispondenti tempi del latino e il gioco è fatto.

Conoscere i verbi, però, non basta. Devi conoscere MOLTO BENE anche l’analisi grammaticale, l’analisi logica e l’analisi del periodo. Devi cioè saper scomporre una frase nei suoi elementi costitutivi.

Ecco un esempio di analisi del periodo:

Se avessimo compreso in tempo che quando parlavi di ciò che avresti fatto parlavi seriamente non avremmo preso alla leggera le tue parole. (Volutamente non abbiamo messo la punteggiatura, per farti vedere come si dividono le proposizioni: useremo il sistema delle parentesi, che ti sarà molto utile anche con il periodo latino e con quello greco.)

(Se avessimo compreso in tempo) [che (quando parlavi di ciò) (che avresti fatto) parlavi seriamente] non avremmo preso alla leggera le tue parole.

  • Se avessimo compreso in tempo = proposizione ipotetica (protasi di un periodo ipotetico dell’irrealtà)
  • che… parlavi seriamente = proposizione oggettiva
  • quando parlavi di ciò = proposizione temporale
  • che avresti fatto = proposizione relativa
  • non avremmo preso alla leggera le tue parole = proposizione principale e apodosi del periodo ipotetico dell’irrealtà

Ed ecco un esempio di analisi logica:

Sul tavolo c’è il libro che mi hai prestato

(Sul tavolo) c’è (il libro) (che) (mi) hai prestato

  • Sul tavolo = complemento di stato in luogo
  • c’è = predicato verbale
  • il libro = soggetto
  • che = complemento oggetto (pronome relativo)
  • mi = complemento di termine
  • hai prestato = predicato verbale

Sai, ad esempio, distinguere le funzioni della parola “perché”? Ecco qualche esempio:

  1. Perché non vieni a trovarmi?
  2. Parlo a voce alta, perché tutti possano sentirmi.
  3. Esco, perché non ti sopporto più.

Nel primo caso “perché” è un avverbio interrogativo; nel secondo è una congiunzione finale; nel terzo è una congiunzione causale — e in latino come in greco si tradurranno in modo diverso: basta non confonderli in italiano.

Immaginiamo che adesso avrai capito che cosa si intenda per “conoscere BENE la tua lingua”.

In latino non c’è l’articolo, in greco sì.

In italiano le preposizioni semplici e articolate servono a distinguere i complementi; in latino e in greco i complementi si esprimono con i casi che compongono la declinazione — ecco perché devi conoscere bene l’analisi logica e studiare bene le declinazioni latine e greche: ai vari casi corrispondono i complementi. Se li confonderai, non potrai tradurre con un senso logico.

Ancora una cosa importante. I greci hanno inventato l’arte retorica, di cui i latini si sono poi appropriati dando un contributo altissimo. E sai cos’è l’arte retorica? È l’arte di saper costruire un discorso, di disporre sapientemente le parole e i concetti, in modo da dare rilievo ad alcuni pensieri e sminuirne altri. I politici di tutto il mondo studiano quest’arte con grande attenzione. Saper parlare bene e in modo convincente non è cosa che si improvvisa. Quando senti una persona che “parla come un libro stampato”, come si suol dire, sappi che quella persona conosce bene l’arte retorica.

Tu sei sicuro di non lasciarti incantare da tutte le persone che “vendono saggezza” e non solo quella? Sei sicuro di saper riconoscere le persone che parlano per interesse da quelle che parlano onestamente e per il bene della comunità? Non credere che sia facile.

Essere colti, aver studiato le lingue classiche, che ci comunicano un patrimonio di valori altissimo e importantissimo — soprattutto in questo periodo di gravi disagi — fa la differenza.

La cultura rende liberi e la libertà è il bene più prezioso: non di certo la libertà di fare quello che si vuole, ma quella libertà che guida l’umanità sulla strada del progresso e della concordia. Non credi che ne valga la pena?

Lìberati, dunque, da ogni pregiudizio e non avere nessun timore.

Buon inizio di questo importante e affascinante corso di studi!

Annalisa e l’équipe di Latinovivo