Sei proprio sicuro che il latino e il greco siano lingue morte? Leggi un po’ qui, e incominciamo dal latino.
Mai sentito parlare di mass-media (pronunciati all’inglese: midia)? Non sono altro che i “mezzi di comunicazione di massa”. Proprio così! Medium, ii al plurale diventa media. Chi ci pensava?
Che dire poi di uno spettacolo che fa audience, cioè che ha un indice di ascolto molto elevato? Bene, anche questa parola deriva dal verbo latino audio, che significa “ascoltare”! Audiens è il participio presente del verbo e significa “colui che ascolta”. Ti sembra poco?
Ma i furti da parte dell’inglese non sono ancora finiti! Junior e Senior non sono forse i comparativi latini di juvenis (= giovane) e senex (= vecchio)?
Il Bus (pronunciato bas), il mezzo di trasporto che noi tutti usiamo, deriva da omnibus (= per tutti) di cui è rimasta solo la parte finale.
Alibi vuol dire “altrove”. Quando si rischia di essere incriminati per qualche misfatto, per dimostrare di essere innocenti ci vuole un alibi: bisogna dimostrare cioè di essere stati da un’altra parte al momento del misfatto.
Davvero, poi, molto curiosa l’etimologia di alcune parole italiane che ho sempre usato senza conoscerne a fondo il significato. Per esempio: mi è arrivata una lettera che incominciava così: “Egregio sig. Papirio,”. Beh, ho scoperto che “egregio” è una parola davvero lusinghiera: deriva infatti dal latino e grege (= fuori dal gregge) e indica, in chiave metaforica, la persona che si distingue da tutte le altre, insomma che emerge dalla massa — un bel complimento davvero!
Sapete che cosa significa “delirare”? Anche questa parola deriva dal latino de lira (= fuori dal solco tracciato dall’aratro) e indica, ancora in chiave metaforica, l’uscire fuori dal retto ragionamento. Quindi, anche se è un sinonimo di “vaneggiare”, etimologicamente “delirare” non vuol dire proprio la stessa cosa: ogni parola è qualcosa di unico! Parlare una lingua fin dalla nascita non vuol dire necessariamente conoscerne tutti i segreti.
Ho poi scoperto una cosa incredibile: “lieto”, questo bell’aggettivo che definisce una persona allegra, sempre contenta, non immaginerete mai da dove deriva! Deriva da laetamen, che significa “letame”. Sì, avete capito bene! Proprio il concime naturale con cui si ingrassa il terreno. E sapete perché? Perché il laetamen è ciò che rende i campi laeti, cioè “lieti”! E un campo lieto è un campo rigoglioso e produttivo. Bello, vero?
Volete qualche citazione tra le più comuni che le persone di cultura buttano là con aria indifferente, ma anche un po’ compiaciuta, e davanti alle quali, se non si capiscono al volo, si rischia di fare la figura del cretino?
- Intelligenti pauca! — Credevo che fosse un insulto e che volesse dire “poco intelligente” e invece no: vuol dire “(bastano) poche parole a chi è intelligente”!
- Laudatores temporis acti — Si dice di quelle persone che stanno sempre a rimpiangere il passato (= lodatori del tempo passato). A pensarci bene ne ho un paio anche a casa mia! Che palle!
- Omnia munda mundis! — “Per i puri tutte le cose sono pure”! Cioè, detto in altre parole: se io sono onesto penso che anche tutti gli altri lo siano. Forse però, al giorno d’oggi, un po’ di diffidenza non guasta!
- Mutatis mutandis — Ovviamente non c’entra niente con le mutande! Vuol dire: “fatti gli opportuni cambiamenti” (ablativo assoluto = mutate le cose da mutare). Però anche l’indumento intimo, le mutande, è un indumento che va cambiato tutti i giorni! Sempre una parola latina!
- Errata corrige — È diventato addirittura un unico sostantivo: es. “Troverete l’errata corrige nel libro”. Alla lettera significa: “correggi le cose sbagliate”. Generalmente indica le correzioni che si devono fare.
- In fieri — Ho messo l’accento sulla prima i perché c’è qualcuno che vuol fare una citazione latina, ma che il latino non l’ha mai visto neanche da lontano, e che pronuncia in fièri. Ma non siamo mica alla fiera! In fìeri vuol dire “in divenire”, alludendo a qualcosa che è in corso d’opera ma non ancora terminata.
Visto quante cose interessanti? Siete ancora convinti che il latino sia davvero una lingua morta e sepolta? Andate ancora a consultare la rubrica “Parole dotte e parole popolari”: scoprirete un sacco di cose interessanti sempre sulla nostra lingua che, se la si vuole parlare bene, che lo si voglia o no, bisogna ammettere che deriva dal latino!
Mi domando a volte perché ci sia tanta ostilità verso lo studio del latino!
E adesso passiamo al greco
Quante parole pronunci correntemente senza renderti conto da dove derivino?
- Pausa, interruzione dell’attività che stai svolgendo, deriva dal greco παύομαι (pàuomai) che significa “smettere, cessare”.
- Idiota, che non è certo un complimento, deriva da ἰδιώτης (idiòtes), il cittadino privato, quello che non si interessa di politica, poco informato, dunque non tanto furbo.
- Sarcofago, in cui giacevano i faraoni, deriva da σάρξ, σαρκός (sarx, sarcòs = carne) + φαγ (fag), radice del verbo ἐσθίω (esthìo = mangiare): dunque il sarcofago è, ahimè, un “mangiatore di carne”.
- Sinergia, parola che si sente dire molto in questo periodo, viene da σύν (sỹn = con, insieme) + ἔργον (èrgon = opera) e significa etimologicamente collaborazione di persone che operano insieme (in latino: cum + labor = lavoro insieme).
- Semaforo — non c’è bisogno che ti spieghi che cosa sia, ma sai qual è la sua etimologia? σῆμα (séma = segnale) + φέρω (fèro = portare). Il semaforo, quindi, “porta i segnali”.
- Antologia, ἄνθος (ànthos = fiore) + λέγω (lègo = raccogliere).
Poi ci sono tutti i termini della medicina:
- Anestesia, da ἀ (alfa privativa) + αἰσθάνομαι (aisthànomai = sentire, percepire sensazioni): “assenza di sensazioni”.
- Pediatra, da παῖς, παιδός (pàis, paidòs = bambino) + ἱατρός (iatros = medico): il medico dei bambini.
- Otorinolaringoiatra, dalle radici oto = orecchio + rino = naso + laringo = gola + iatròs = medico: medico delle orecchie, del naso e della gola.
E tanti altri vocaboli che imparerai un po’ alla volta a riconoscere anche con l’aiuto del tuo insegnante.
Ci auguriamo, con questa breve chiacchierata, di essere riusciti a suscitare in te la curiosità e il desiderio di studiare queste lingue che, come puoi vedere, sono tutt’altro che morte. Sono vivissime nella nostra lingua anche se non ce ne accorgiamo, ma accorgersene è una cosa bellissima. Si sono solo trasformate, come tutto, del resto. Anche la nostra lingua fra qualche secolo non sarà più la stessa: per questo non dovremmo studiarla? Certamente no. Anche noi, crescendo, ci trasformiamo nel fisico e nella mente: per questo dovremmo rinnegare la nostra infanzia? Certamente no.
Ecco, il mondo classico rappresenta il nostro passato, le nostre radici, di cui noi, che lo vogliamo o no, siamo il risultato. Chi vuole farcelo rinnegare vuole strapparci le nostre radici. Perché? Prova tu a darti una risposta.
Ma ricordati che un albero senza radici non sta in piedi, e un popolo senza radici non avrà nulla a cui aggrapparsi.
Buon lavoro!