La filosofia, unico rimedio dell’anima
Autore: Plutarco
Opera: De liberia educandis
Difficoltà: Media
Livello: Triennio
Ripassa
- l’aggettivo verbale che in greco corrisponde alla perifrastica passiva del latino
Introduzione
Questo splendido passo è, in sintesi, uno dei manifesti più alti dell’umanesimo antico sul valore formativo ed etico della filosofia nella vita di ogni giorno. Il percorso formativo del giovane (paideia) deve comprendere non solo la cura del corpo attraverso la ginnastica e la medicina, ma soprattutto la cura dell’anima, di cui si fa guida la filosofia.
Per aiutarti nella comprensione del passo, ti forniamo una sintesi dei contenuti così potrai non solo orientarti meglio, ma anche apprezzare maggiormente la struttura sintattica abbastanza lineare e a tratti simmetrica, sempre, però, di livello medio-alto:
- all’inizio del passo,l’autore istituisce un paragone: come la medicina e la ginnastica curano il corpo e ne preservano la salute e il vigore (euexia), così la filosofia è l’unico vero farmaco (pharmakon) per guarire le malattie e le passioni dell’anima.
- la filosofia insegna a distinguere il bene dal male, e offre i criteri pratici per orientarsi in ogni ambito della vita sociale e familiare.
- la seconda parte del brano elenca i doveri fondamentali dell’individuo verso gli dei, i genitori, gli anziani, le leggi, i magistrati, gli amici, i congiunti e persino i servi.
- il brano si conclude con l’ideale del “giusto mezzo” e dell’equilibrio interiore: il saggio non deve farsi travolgere né dall’eccessiva gioia nella buona sorte, né dalla disperazione nelle avversità, rifuggendo tanto dai piaceri sfrenati quanto dall’ira violenta.
Testo greco
Περὶ μὲν γὰρ τὴν τοῦ σώματος ἐπιμέλειαν διττὰς εὗρον ἐπιστήμας οἱ ἄνθρωποι, τὴν ἰατρικὴν καὶ τὴν γυμναστικήν, ὧν ἡ μὲν τὴν ὑγίειαν, ἡ δὲ τὴν εὐεξίαν ἐντίθησι. Τῶν δὲ τῆς ψυχῆς ἀρρωστημάτων καὶ παθῶν ἡ φιλοσοφία μόνη φάρμακόν ἐστι. Διὰ γὰρ ταύτην ἔστι καὶ μετὰ ταύτης γνῶναι τί τὸ καλὸν τί τὸ αἰσχρόν, τί τὸ δίκαιον τί τὸ ἄδικον, τί τὸ συλλήβδην αἱρετόν, τί τὸ φευκτόν· πῶς θεοῖς πῶς γονεῦσι πῶς πρεσβυτέροις πῶς νόμοις πῶς ἀλλοτρίοις πῶς ἄρχουσι πῶς φίλοις πῶς γυναιξὶ πῶς τέκνοις πῶς οἰκέταις χρηστέον ἐστί· ὅτι δεῖ θεοὺς μὲν σέβεσθαι, γονέας δὲ τιμᾶν, πρεσβυτέρους αἰδεῖσθαι, νόμοις πειθαρχεῖν, ἄρχουσιν ὑπείκειν, φίλους ἀγαπᾶν, πρὸς γυναῖκας σωφρονεῖν, τέκνων στερκτικοὺς εἶναι, δούλους μὴ περιυβρίζειν· τὸ δὲ μέγιστον, μήτ’ ἐν ταῖς εὐπραγίαις περιχαρεῖς μήτ’ ἐν ταῖς συμφοραῖς περιλύπους ὑπάρχειν, μήτ’ ἐν ταῖς ἡδοναῖς ἐκλύτους εἶναι μήτ’ ἐν ταῖς ὀργαῖς ἐκπαθεῖς καὶ θηριώδεις.
De liberis educandis, page 7 d linea 13
Traduzione
Per la cura del corpo, gli uomini trovarono due scienze, quella medica e quella della ginnastica, delle quali la prima procura la salute, l’altra la sana costituzione. Invece il solo rimedio delle malattie e delle passioni dell’anima è la filosofia. Infatti grazie a questa e con questa è possibile conoscere che cos’è il bene e che cosa il male che cosa il giusto, che cosa l’ingiusto, che cosa in generale bisogna scegliere, che cosa evitare, come ci si debba comportare con gli dèi, con i genitori, con gli anziani, con le leggi, con i magistrati, con gli amici, con le mogli, con i figli, con i servi; che bisogna venerare gli dei, onorare i genitori, rispettare gli anziani, obbedire alle leggi, sottostare ai magistrati, amare gli amici, essere temperanti con le mogli, essere affettuosi con i figli, non essere troppo rigidi con gli schiavi e quello che più conta non abbandonarsi a eccessi di gioia nei momenti felici e non abbattersi troppo in quelli tristi, non essere sfrenati nei piaceri né passionali e selvaggi negli scatti di ira.