Giasone e Medea fuggono dalla Colchide

Autore: Apollodoro
Opera: Biblioteca
Difficoltà: Facile
Livello: Triennio

Ripassa

  • il genitivo assoluto
  • il participio congiunto
  • il participio predicativo dell’oggetto
  • l’aoristo I, II, III attivo
  • l’aoristo passivo
  • il participio perfetto passivo
  • l’uso reciproco di ἄλλος

Introduzione

Di fronte al rifiuto del re di consegnare il Vello, Medea conduce Giasone di notte nel bosco sacro, addormenta il drago insonne a guardia del tesoro e fugge sulla nave Argo con il fratello Apsirto. Per rallentare l’inseguimento della flotta paterna, Medea uccide il fratello Apsirto e lo getta a pezzi in mare: il re Eeta, per recuperare le spoglie del figlio e seppellirlo perde il contatto con la nave in fuga.

Testo greco

Καὶ κατεζευγμένων τῶν ταύρων οὐκ ἐδίδου τὸ δέρας Αἰήτης, ἐβούλετο δὲ τήν τε Ἀργὼ καταφλέξαι καὶ κτεῖναι τοὺς ἐμπλέοντας. Φθάσασα δὲ Μήδεια τὸν Ἰάσονα νυκτὸς ἐπὶ τὸ δέρας ἤγαγε, καὶ τὸν φυλάσσοντα δράκοντα κατακοιμίσασα τοῖς φαρμάκοις μετὰ Ἰάσονος, ἔχουσα τὸ δέρας, ἐπὶ τὴν Ἀργὼ παρεγένετο. Συνείπετο δὲ αὐτῇ καὶ ὁ ἀδελφὸς Ἄψυρτος. Οἱ δὲ νυκτὸς μετὰ τούτων ἀνήχθησαν. Αἰήτης δὲ ἐπιγνοὺς τὰ τῇ Μηδείᾳ τετολμημένα ὥρμησε τὴν ναῦν διώκειν. Ἰδοῦσα δὲ αὐτὸν πλησίον ὄντα Μήδεια τὸν ἀδελφὸν φονεύει καὶ μελίσασα κατὰ τοῦ βυθοῦ ῥίπτει. Συναθροίζων δὲ Αἰήτης τὰ τοῦ παιδὸς μέλη τῆς διώξεως ὑστέρησε· διόπερ ὑποστρέψας, καὶ τὰ σωθέντα τοῦ παιδὸς μέλη θάψας, τὸν τόπον προσηγόρευσε Τόμους (1). Πολλοὺς δὲ τῶν Κόλχων ἐπὶ τὴν ζήτησιν τῆς Ἀργοῦς ἐξέπεμψεν, ἀπειλήσας, εἰ μὴ Μήδειαν ἄξουσιν, αὐτοὺς πείσεσθαι (2) τὰ ἐκείνης. Οἱ δὲ σχισθέντες ἄλλος ἀλλαχοῦ ζήτησιν ἐποιοῦντο (3).


Apollodoro, Biblioteca 1. 132-133 passim

Note

  1. Secondo l’etimologia popolare antica da τέμνω, “tagliare”, prende il nome la città di Tomi (l’attuale Costanza, in Romania, nota anche per essere stato il luogo d’esilio del poeta latino Ovidio
  2. Attenzione! πείσομαι è il futuro sia di πείθω sia di πάσχω: quale dei due in questo contesto?
  3. Il verbo ποιέω al medio quando è seguito dall’accusativo di un sostantivo sulla cui radice esiste anche un verbo di significato corrispondente (qui ζήτησιν = ricerca, con la stessa radice del verbo ζητέω = cercare) prende il significato del verbo corrispondente al sostantivo. Quindi ζήτησιν ἐποιοῦντο, facevano la ricerca = cercavano.

Traduzione

E, pur essendo stati aggiogati i tori, Eeta non consegnava il vello, anzi voleva sia dare alle fiamme (la nave) Argo sia uccidere l’equipaggio (lett.: coloro che vi navigavano sopra). Medea allora, avendolo prevenuto, di notte condusse Giasone dove si trovava il vello (lett.: presso il vello) e, dopo aver addormentato con i filtri il drago che lo custodiva, insieme a Giasone, con il vello, giunse alla (nave) Argo. E la accompagnava anche il fratello Apsirto. Ed essi di notte salparono insieme a questi. Eeta, venuto a conoscenza delle azioni osate da Medea, si lanciò all’inseguimento della (lett.: a inseguire la) nave. Avendo visto che egli era vicino, Medea uccide il fratello e, avendolo fatto a pezzi, lo getta nel fondo (del mare). Eeta, raccogliendo le membra del figlio, ritardò nell’inseguimento; perciò, tornato indietro e avendo seppellito le membra recuperate (lett.: salvate) del figlio, chiamò quel (lett.: il) luogo Tomi. Mandò, però, molti dei Colchi alla ricerca della (nave) Argo, avendo minacciato che, se non avessero condotto Medea, essi avrebbero subito le pene di lei (= la punizione riservata a lei). Ed essi, separatisi, cercavano chi da una parte chi dall’altra.