IL PERFETTO ATTIVO

IL PERFETTO ATTIVO
A differenza dell’imperfetto, dell’aoristo e del piuccheperfetto che sono tempi storici, il perfetto come il presente e il futuro è un tempo principale e come tale ha le desinenze dei tempi principali.
Caratteristica dei tempi storici è la presenza, ma solo nell’indicativo, dell’aumento sillabico o temporale.
Tra i tempi principali solamente il perfetto è caratterizzato dal raddoppiamento che rimane in tutti i modi, sia nell’indicativo, sia nel congiuntivo, nell’ottativo, nell’imperativo, nell’infinito e nel participio. Non sempre il raddoppiamento è possibile e in tal caso subentrano forme di aumento sillabico o temporale o di allungamento della vocale iniziale che comunque si mantengono per tutti i mod. della coniugazione.

Vediamo nel dettaglio  le varie possibilità:

verbi che iniziano con consonante

1. premettono al tema del verbo la sua prima consonante seguita dalla ε (= raddoppiamento sillabico perché ne risulta una sillaba in più).
 a. i verbi che iniziano con consonante semplice seguita da vocale o dittongo:
es.: λύω (= sciolgo) = λε-λυ-
παιδεύω (= educo) = πε-παιδευ-

b. i verbi che iniziano per consonante muta + liquida , fatta eccezione per il gruppo γν:
es.: γράφω (= scrivo) = γε-γραφ
κλίνω (= piego) = κε-κλι
κράζω (= grido) = κε-κραγ

c. alcuni verbi che fanno eccezione:
κτάομαι (= acquisto) = κε-κτα
πίπτω (= cado) = πε-πτο
μίμνῄσκω (= ricordo) = με-μνα

d. i verbi che iniziano con aspirata (φ, χ, θ) premettono al tema la corrispondente tenue (π, κ, τ) seguita da ε:
es.: θύω (= sacrifico) = τε-θυ
φονεύω (= uccido) = πε-φονευ
χωρέω (= cedo) = κε-χωρε

2. premettono al tema del verbo la semplice ε (= raddoppiamento con aumento sillabico o temporale perché anche in questo caso ne risulta una sillaba in più):
a.i verbi che iniziano con consonante doppia (ζ, ξ, ψ):
es.: ζητέω (= cerco) = ἐ-ζητε
ψάλλω (suono) = ἐ-ψαλ
ξέω (= raschio)= ἐ-ξε

b. i verbi che iniziano con un gruppo di consonanti (escluso i verbi 1. a, b, c):
es.: στρέφω (= volgo) = ἐ-στρεφ
σπεύδω (= mi affretto) = ἐ-σπευ

c. i verbi che iniziano con ῥ premettono ε e raddoppiano ῥ:
es.: ῥίπτω (= getto) = ἐρ-ριφ

 verbi che iniziano con vocale o dittongo

1. allungano semplicemente la vocale iniziale secondo le regole studiate per l’imperfetto (v. scheda sull’aumento):
es.: ἄγω (= conduco)= ἠγ
αἰτέω (= chiedo) = ᾐτε
ἐργάζομαι (lavoro) = εἰργαδ
ὁράω (= vedo)= ἑωρα
ἀν-οίγω (= apro)= ἀν-εῳγ

2. hanno il cosiddetto raddoppiamento attico alcuni verbi che iniziano con le vocali brevi α, ε, ο seguite da consonante semplice. Esso consiste nel premettere al tema verbale già allungato la sua prima vocale seguita dalla sua prima consonante:
es.: ἀλείφω (= ungo) = ἀλ-ηλιφ
ἐλαύνω (= scaccio) = ἐλ-ηλα
ὀρύσσω (= scavo) = ὀρ-ωρυ

premettono al tema il dittongo εἰ alcuni verbi, invece del raddoppiamento o dell’aumento,:
es.: λαγχάνω (= ricevo in sorte) = εἴληχα
λαμβάνω (= prendo) = εἴληφα
λέγω (= raccolgo) = εἴλοχα
λέγω (= dico) = εἴρηκα
ἐθίζω/ἔθω (= abituo) = εἴωθα

Nota Bene:
Le forme di raddoppiamento o aumento o allungamento si mantengono inalterate in tutta la coniugazione del perfetto.
Nei verbi composti con preposizione il raddoppiamento e le forme che lo sostituiscono si pongono fra la preposizione e il verbo (v. scheda dell’imperfetto)