La vera vita dei contadini

Difficoltà: Facile Facile
Livello: Biennio

Ripassa

  • la I declinazione
  • il presente indicativo
  • il verbo possum
  • il predicato nominale

Introduzione

I poeti descrivono spesso come particolarmente felice la vita di chi lavora i campi, ma in realtà questa è molto faticosa e piena di preoccupazioni

Testo latino

Poëtae agricolarum vitam saepe celebrant vitamque rusticam laudant; silvas, planitias, herbas, aquas describunt Nymphasque, aquarum et silvarum deas, canunt. Sed agricolarum vita dura et laboriosa est neque semper horae agricolis esse laetae possunt. Agricolas enim saepe multa vexant; nam interdum aquae nimiae et assiduae agros (acc. = i campi) inundant, interdum aestus (nom. = la calura) siccat herbas et aristas quoque delet. Sed agricolae fortunae inconstantiam magnā cum patientiā tŏlĕrant: vita rustica enim – ut (come) Cicero scribit – parsimoniae, diligentiae atque patientiae magistra est. Agricolae enim semper operosi sunt: nunc terram arant, nunc uvas, olivas castanĕasque colligunt, nunc vaccas et caprĕas mulgent, nunc aream mundant, nunc fossas fodiunt. Vespĕri (di sera) fessi (nom. = stanchi) in area sedent et cenae horam cum filiis filiabusque exspectant.

Traduzione

I poeti celebrano spesso la vita dei contadini e lodano la vita agreste; descrivono i boschi, le pianure, le erbe, le acque e cantano le Ninfe, dee delle acque e dei boschi. Ma la vita dei contadini è dura e faticosa e le ore non possono essere sempre liete per i contadini. Infatti spesso molte preoccupazioni tormentano i contadini; infatti talvolta le piogge eccessive e continue inondano i campi, talvolta la calura fa seccare le erbe e distrugge anche le spighe. Ma i contadini sopportano la volubilità della sorte con grande pazienza: la vita agreste infatti – come scrive Cicerone – è maestra di parsimonia, di diligenza e di pazienza. I contadini infatti sono sempre operosi: ora arano la terra, ora raccolgono l’uva (lett.: le uve), le olive e le castagne, ora mungono le mucche e le capre, ora puliscono l’aia, ora scavano fossati. Di sera, stanchi, siedono sull’aia e aspettano l’ora della cena con i figli e le figlie.