Una poetessa argiva difende la città dall’assalto degli Spartani
Ripassa:
- l’uso del genitivo assoluto
- le relative
- gli usi di ὡς
- ἔξω + l’avverbio
Una poetessa argiva difende la città dall’assalto degli Spartani – Pausania 😐😟
Pausania in questo brano mostra come la memoria del coraggio femminile venisse letteralmente scolpita nella pietra (la stele di Telesilla con i libri ai piedi e l’elmo in mano è un’immagine poetica e militare potentissima), diventando un monumento perenne visibile a chiunque visitasse Argo.
Ὑπὲρ δὲ τὸ θέατρον Ἀφροδίτης ἐστὶν ἱερόν, ἔμπροσθεν δὲ τοῦ ἕδους Τελέσιλλα ἡ ποιήσασα τὰ ᾄσματα ἐπείργασται στήλῃ· καὶ βιβλία μὲν ἐκεῖνα ἔρριπται οἷ πρὸς τοῖς ποσίν, αὐτὴ δὲ ἐς κράνος ὁρᾷ κατέχουσα τῇ χειρὶ καὶ ἐπιτίθεσθαι τῇ κεφαλῇ μέλλουσα. Ἦν δὲ ἡ Τελέσιλλα καὶ ἄλλως ἐν ταῖς γυναιξὶν εὐδόκιμος καὶ μᾶλλον ἐτιμᾶτο ἔτι ἐπὶ τῇ ποιήσει. Συμβάντος δὲ Ἀργείοις ἀτυχῆσαι λόγου μείζονως πρὸς Κλεομένην τὸν Ἀναξανδρίδου καὶ Λακεδαιμονίους, καὶ τῶν μὲν ἐν αὐτῇ πεπτωκότων τῇ μάχῃ, ὅσοι δὲ ἐς τὸ ἄλσος τοῦ Ἄργου κατέφευγον διαφθαρέντων καὶ τούτων – τὰ μὲν πρῶτα ἐξιόντων κατὰ ὁμολογίαν, ὡς δὲ ἔγνωσαν ἀπατώμενοι συγκατακαυθέντων τῷ ἄλσει τῶν λοιπῶν, – οὕτω τοὺς Λακεδαιμονίους Κλεομένης ἦγεν ἐπὶ ἔρημον ἀνδρῶν τὸ Ἄργος. Τελέσιλλα δὲ οἰκέτας μὲν καὶ ὅσοι διὰ νεότητα ἢ γῆρας ὅπλα ἀδύνατοι φέρειν ἦσαν, τούτους μὲν πάντας ἀνεβίβασεν ἐπὶ τὸ τεῖχος, αὐτὴ δὲ ὁπόσα ἐν ταῖς οἰκίαις ὑπελείπετο καὶ τὰ ἐκ τῶν ἱερῶν ὅπλα ἀθροίσασα τὰς ἀκμαζούσας ἡλικίᾳ τῶν γυναικῶν ὥπλιζεν, ὁπλίσασα δὲ ἔτασσε κατὰ τοῦτο ᾗ τοὺς πολεμίους προσιόντας ἠπίστατο. Ὡς δὲ ἐγγὺς ἐγίνοντο οἱ Λακεδαιμόνιοι καὶ αἱ γυναῖκες οὔτε τῷ ἀλαλαγμῷ κατεπλάγησαν δεξάμεναί τε ἐμάχοντο ἐρρωμένως, ἐνταῦθα οἱ Λακεδαιμόνιοι, φρονήσαντες ὡς καὶ διαφθείρασί σφισι τὰς γυναῖκας ἐπιφθόνως τὸ κατόρθωμα ἕξει καὶ σφαλεῖσι μετὰ ὀνειδῶν γενήσοιτο ἡ συμφορά, ὑπείκουσι ταῖς γυναιξί.
Pausania, 2. 20. 9-10 passim
Traduzione:
Al di là del teatro c’è un tempio di Afrodite, e davanti alla statua di culto è raffigurata su una stele Telesilla, la scrittrice di (lett.: colei che compose) canti; quei libri le sono stati gettati ai suoi piedi, ed essa stessa guarda verso un elmo che tiene in mano e che sta per mettersi sulla testa. Telesilla era famosa fra le donne per le altre sue qualità (lett.: altrimenti) e ancor più era stimata per la poesia. Ma essendo accaduto agli Argivi di subire una sventura più gravemente di quanto si possa dire (lett.: del discorso) ad opera di Cleomene, figlio di Anassandride, e dei Lacedemoni (gli Spartani), poiché alcuni erano caduti nella battaglia, e quanti si erano rifugiati nel bosco sacro di Argo erano stati anch’essi uccisi – poiché in un primo momento uscivano in base a un accordo, ma quando compresero di essere stati ingannati, i rimanenti vennero bruciati vivi insieme al bosco –, così Cleomene guidava (i Lacedemoni) contro Argo ( ormai) priva di uomini. Telesilla allora fece salire sulle mura (lett.: singolare) tutti i servi e quanti per giovinezza o vecchiaia non erano in grado di portare le armi (lett.: i servi e………., tutti questi fece salire…) mentre ella stessa, raccogliendo tutte le armi che erano state lasciate nelle case e quelle dai templi, armava quelle tra le donne che erano nel fiore dell’età, e avendole armate, (le) disponeva dove sapeva che i nemici avrebbero attaccato. E quando i Lacedemoni erano vicini, le donne non furono spaventate dall’urlo di guerra, ma, dopo averli affrontati, combattevano coraggiosamente; i Lacedemoni allora, avendo pensato che per loro, se avessero ucciso le donne, il successo sarebbe stato odioso e che, se fossero stati sconfitti, la sconfitta sarebbe stata con ignominia, cedettero (lett.: cedono) alle donne.